Vacanza a Campomarino di Maruggio. Affitto appartameni e case vacanza a Campomarino di Maruggio.

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Campomarino di Maruggio - Informazioni turistiche e vacanze

La Marina di Maruggio, più comunemente detta Campomarino di Maruggio, è la frazione principale del comune di Maruggio, in provincia di Taranto. Gli abitanti si chiamano maruggesi, o maruggisi in dialetto.
L'origine del nome, secondo gli storici, deriva dalla presenza in questa città di una vallata ricca di erba, detta in dialetto locale maruggiu, che è un'erba dalle proprietà curative.
Campomarino è tra le località balneari più frquentate, ed è anche un importante porto turistico e centro peschereccio. Nel porto infatti, oltre alle tipiche imbarcazioni dei pescatori, vi sono diverse banchine a cui attraccare le imbarcazioni di vario tipo e dimensioni.
A circondare il porto vi sono le tranquille e stupende spiaggie della località.


Proposte ricettive in località Campomarino di Maruggio
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Proposte vacanza a Campomarino di Maruggio e dintorni:

Vacanza Manduria - Masseria Le Fabriche
Codice:  D426  • Tipologia: Masserie
Localita: MANDURIA
Vacanza Taranto - Villaggio Eden Torre Ovo
Codice:  C241  • Tipologia: Villaggio Turistico
Localita: TARANTO
Vacanza Taranto - Relais Terre di Terre
Codice:  D427  • Tipologia: Masserie
Localita: TARANTO
Cenni storici, monumenti, eventi

Il territorio di Maruggio è stato da sempre popolato, come testimonia il ritrovamento di un villaggo neolitico in area Castigno e altri numerosi ritrovameti sul territorio risalenti all'età greco romana. 
Secondo alcune leggende il paese sarebbe stato fondato da Mario, compagno di Marzia, oppure dai Marsi che chiamarono il nuovo insediamento come la loro capitale Marruvium.
Secondo la storia certa, invece, Maruggio venne fondato nella seconda metà del X secolo, entro un avvallamento naturale, dai resti dei casali di Castigno, Olivaro, San Nicolò, Civitecchia, Albano e Roselle che erano stati distrutti dai saraceni. In sehuito all'unificazione di questi casali, Maruggio divenne feudo della famiglia Cateniano e Marrese.
Successivamente appartenne a Giovanna della nobile famiglia brindisina dei De Pandis-Caballaro che, donò il territorio al suo filgio unico Nicola de Pandis (facente parte dell'ordine dei cavalieri di Malta) che divenne così il primo commendatore del feudo. 
I cavalieri di Malta costruirono un catello con mura di cinta e torri costiere, offrendo cosi  protezione contro i pirati tuchi, ed istituirono i c.d. Capitoli della Bagliva. Inoltre i cavalieri di Malta fondarono la chiesa di San Giovanni e la chiesa della Madonna del Verde.
Nel corso del '600 il paese si è esteso al di fuori dalle mura che lo proteggevano, zona che prese il nome di Borgo o Brulu.
Marrugigio rimane sotto la guida dei  cavalieri di Malta fino al 1819, quando la commenda scomparve  e da quel momento definitivamente, dopo essere stata già soppressa il 2 agosto del 1806, lasciando divenne un libero comune.

Tra le architetture religiose più note vi sono:
La "chiesa matrice", o "chiesa madre", dedicata alla Natività della Vergine Maria, edificata integralmente in carparo, nel centro storico sui resti di una chiesa bizantina ("Santa Maria de Nova").
Nella parte superiore della facciata si trova una finestra circolare in stile barocco, nella parte inferiore si possono trovare decorazioni con conchiglie e rosette; al centro invece è posto lo stemma della famiglia Alliata. Sulle pareti si possono vedere segni relativi alla presenza dei cavalieri di Malta.
Alla chiesa è anche incorporata una cripta ipogea che custoditsce il corpo di san Costanzo, ed una rappresentazione dell'Apparizione della Madonna di Lourdes a Bernardette.
La chiesa di San Giovanni Battista Penitente, fu costruita dai cavalieri di Malta al di fuori le mura; al centro della facciata vi è lo stemma dell'ordine dei cavalieri di Malta e quello dei Carafa e dei Palmieri, e originariamente era costituita da tre altari. In origine nei pressi della chiesa vi era un ospedale che ospitava malati e pellegrini, che divenne poi ospedale per i feriti che giungevano dalla Terra Santa e per gli infetti da malattie come il colera. Oggi la chiesa non è più utilizzata come luogo di culto.
Anche la chiesa di Sant'Eligio risalente agli ultimi decenni del XVI sec., venne costruita fuori dalle mura cittadine dalla confraternita mariana della SS. Annunziata, fondata dal missionario gesuita Gabriele Mastrilli.
Accanto poco dopo, verrà costruita la chiesa dell'Annunziata, con caratteristiche e molto simili a quelle della chiesa di Sant'Eligio. La chiesa è decorata da dodici teste di angeli, corrispondenti alle dodici vele, da una torre, da una fontana, dal sole e dalla luna che richiamano le litanie.
La chiesa da Santa Maria delle Grazie è satata costruita dai frati minori osservanti tra il 1534 e il 1575, per questo originariamente era un convento dei frati minori osservanti. La chiesa comprende un chiostro, al centro del quale vi è un pozzo sormontato da colonne che sostengono una statua di Sant'Antonio con il Bambino. Il convento venne soppresso nel 1876. In seguito fu riaperto nel 1891 con una piccola comunità e fino agli inizi del 1900 fu sede di noviziato e scuola di teologia e filosofia; divenne poi caserma dei carabinieri, scuola elementare e oggi è sede del municipio.
La Chiesa di Santa Maria del Tempio, detta più comunemente Madonna del Verde fu costruita probabilmente nel 1585 su di una cappella preesistente, e l'altare in pietra leccese è originario della chiesa di San Giovanni Battista.
Nella zona sono anche presenti alcune cappelle votive.

Importante è il castello dei cavalieri di Malta, detto anche "palazzo dei Commendatori", costruito per volontà dei cavalieri di Malta nel 1368. Qui è possibile vedere lo stemma di un grande maestro dell'epoca, Hugues Loubenx de Verdalle e lo stemma del commendatore Alliata.
La torre dell'orologio fu edificata nel 1855 e nel 1939 vi furono aggiunti lapidi per trasformarla nel monumento ai caduti della prima guerra mondiale: l'altorilievo riproduce un elmo coronato d'alloro ed un soldato ferito che, sostenendosi con una stampella, si inchina davanti al giovane balilla, mentre un pannello in bronzo rappresenta una scena di combattimento. Al di sopra su una lapide marmorea ai cui lati sono visibili due fasci littori, sono incisi i nomi dei caduti in guerra. Nel 1969 venne aggiunta un'altra lapide per i caduti nella seconda guerra mondiale.
Nel 1473 vennero edificate lungo la costa tre torri di avvistamento contro gli attacchi saraceni.
Inoltre nella città vi sono 15 masserie e numerosi trulli, leggermente diversi dai trulli di Alberobello. Inoltre troviamo altre strutture tipiche salentine ossia li pajari, caratterizzati da un tetto di paglia.

Il 13 e il 14 luglio si celebra la Festa Patronale di San Giovanni Battista, protettore di Maruggio,  legato ad un'antica leggenda che narra di un violento temporale che colpì il paese, nel corso del quale gli abitanti si affidarono al santo, che miracolosamente avrebbe fatto tornare il sereno. Agli inizi del XX secolo San Cristoforo divenne co-patrono.
Il 21 novembre si celebra Festa della Madonna del Verde per una leggenda popolare, secondo la quale la Madonna avrebbe fatto guarire molte persone, tra cui diversi bambini, dal favismo, che dava un colorito verde al corpo: per questo ricevette l'appellativo di Madonna del Verde. La tradizione popolare fa coincidere questa festa con l'inizio dell'inverno a Maruggio.
Importante e molto sentita e aanche la celebrazione Cosma e Damiano e di santa Maria Assunta
Altre festività e ricorrenze sono: 13 giugno, festa di sant'Antonio da Padova; 15 agosto, festa della Madonna dell'Altomare; 11 novembre, festa di San Martino; 17 novembre, festa di Santa Elisabetta d'Ungheria.
Durante il periodo natalizio si susseguono le aperture dei presepi nel centro storico, e la gara tra i rioni Chiesa e Convento con i giochi della cuccagna, del tiro alla fune, della corsa coi sacchi e della corsa con le bici in lentezza. Inoltre la sera del 24 dicembre si accendono due grandi falò che vengono benedetti, detti Fuecu ti Cristu Piccinnu, uno di fronte al convento e uno di fronte alla chiesa madre, per aspettare la nascita del Bambin Gesù.

Il comune in collaborazione con la Pro Loco e le aziende locali, organizza  tra giugno e settembre l'"Estate Maruggese", con sfilate di moda, concerti e sagre. L'evento più importante è la "Strada dei Saperi e dei Sapori", che si svolge nel centro storico in agosto, con l'esposizione e la degustazione di prodotti tipici forniti dalle aziende locali, visite ai monumenti, spettacoli di giocolieri e concerti di pizzica o di artisti locali.
Durante il periodo invernale viene organizzata la Sagra di San Costanzo, e la "Festa della Musica" organizzata dall'associazione ARCI "Paisà" di Maruggio.

Foto di Campomarino di Maruggio
Immagini di Campomarino di Maruggio
territorio, enogastronomia
Il territorio di Maruggio è prevalentemente pianeggiante, con leggere ondulazioni, le Murge tarantine, che raggiungono l'altitudine massima di 90 m s.l.m. con il monte Furlano, e di 72 m s.l.m. con il monte Specchiuddo. Questi colli proteggono il paese dai freddi venti di tramontana invernali, rendendo così il clima più mite.
Dai colli a nord di Maruggio e lungo la costa è possibile osservare tutto il Golfo di Taranto.
La costa, bagnata dal mar Ionio, è prevalentemente sabbiosa, con alcuni tratti rocciosi nella parte orientale. Sulla costa inoltre si trovano delle dune di notevole interesse comunitario.
Il paesaggioè caratterizzato dalla presenza di numerosi vigneti e uliveti.

Prodotti e piatti tipici della cucina locale sono: la puddica, una specie di pane; li pizzarieddi e l'orecchietti, tipi di pasta; li fai e foji (fave e verdure), purè di fave con spicchi di pane e verdure; li pummitori mmiricani rrustuti, pomodori arrostiti e conditi con olio, peperoncino e sale; li cuzzeddi cu lu sucu, ovvero le lumache col sugo; la puccia alla vampa, simile al pane; li fai vierdi, ossia fave soffritte; la cucuzza para para; la cutugnata, ossia la marmellata di melocotogne; la scarcedda, tipico dolce pasquale; li pettuli, tipico dolce natalizio; li zeppuli, mangiate nel giorno di san Giuseppe; li scaiezzuli ossia i mostaccioli; la cupeta e li purcidduzzi, altri dolci tipici; li fichi ccucchiati, ovvero i fichi essiccati; li chiacchiri, dolci carnevaleschi; li quasuni di Natali, dolci natalizi come piccoli panzerotti ripieni col miele o con la cioccolata e avvolti nel miele.
Mappa stradale Campomarino di Maruggio - Cartina Campomarino di Maruggio
Come raggiungere Campomarino di Maruggio
 
Come raggiungere Campomarino di Maruggio in autoIN AUTO
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da: .Autostrada A14 Bologna-Taranto (barriera di Massafra) .Strada statale 7 ter Salentina .Strada statale 7 Appia.
Come raggiungere Campomarino di Maruggio in aereoIN AEREO
L'aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter. Altri aeroporti prossimi sono: .Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyla"; .Aeroporto di Brindisi-Casale.
Come raggiungere Campomarino di Maruggio in trenoIN TRENO

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