La pietra leccese e la pistra naturale nel Salento

Viaggio nella storia del Salento e del suo territorio - La pietra leccese e pietra viva, conosciuta in tutto il mondo per la facilitÓ di lavorazione, soprattutto nel campo artistico.
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LA PIETRA LECCESE E LA PIETRA VIVA NEL SALENTO

Pietra Leccese

Le peculiarità di questa roccia ne hanno da sempre fatto un materiale che ben si presta alla lavorazione artistica. La sua morbidezza la rende adattissima alle realizzazioni di sofisticati disegni e decorazioni intricate come merletti, all’insegna del barocco leccese; il suo colore ambrato la rende ideale per la costruzione di edifici sacri e palazzi gentilizi, ma anche dimore "rusticamente" eleganti; la solidità di questa roccia calcarea, che si indurisce col passare del tempo, la rende ottimale per "scrivere" la storia di questa terra.
Col tempo la pietra leccese ha saputo ottenere un riconoscimento artistico che è diventato famoso in ambito internazionale, e che oggi ne fa uno degli oggetti più richiesti all’estero per la realizzazione di ville e palazzi.
Oggi le tecniche di lavorazione del passato sono state in parte sostituite dai moderni macchinari che permettono di realizzare opere in pietra leccese in minor tempo, anche se sul territorio sono ancora presenti degli artigiani che lavorano la pietra leccese a colpi di scalpellino.
Grazie alla sua composizione, la pietra leccese ha assunto la funzione di materiale idoneo alle decorazioni ed è grazie anche alla sua presenza che oggi possiamo ammirare numerose opere in stile Barocco, come ad esempio la chiesa di “Santa Croce” a Lecce.


Pietra "Viva"

Completamente diversa dalla pietra leccese è la pietra ‘‘viva’’, che si presenta grigia e compatta ed è di origine calcarea. Questa pietra si presenta omogenea e particolarmente dura e la si trova soprattutto nella zona di Soleto (pietra di Soleto).
Dalla pietra viva, si ricavano i basoli per la pavimentazione di strade e le piazze, che ritroviamo soprattutto nei centri storici e delle strade più antiche, e nei marciapiedi. Inoltre viene utilizzata per la realizzazione dei “muri a secco” e per le recinzioni di ville, giardini.
La lavorazione della pietra “viva’’ viene eseguita con strumenti antichi e semplici come la “busciarda” (piccoli martelli) e la “maiòcca” (martellone in legno di fico utilizzato per assettare il basolo). Le pavimentazioni di molti centri storici del Salento e le grandi macine dei trappeti, oltre naturalmente ai “furneddhi” testimoniano una secolare tradizione estrattiva che col tempo ha permesso di creare artigiani qualificati e professionali, di cui ancora oggi si possono ammirare le opere.


SCRITTO DA PASCA EMANUELE
 
 
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