Squinzano, centro salentino e fulcro della zona di produzione
dell’omonima Doc, è nota per l’ottimo
vino che vi si produce e per la seicentesca parrocchia
di San Nicola. È situata a nord-ovest di Lecce,
sulla piana delimitata dalla Serra di Monte Oro. Centro
agricolo e industriale del Salento, Squinzano ha una antica
tradizione vinicola: i vitigni da cui si ottiene la Doc
si coltivano in questa zona da tempo immemorabile. Nella
denominazione rientrano le tipologie Rosso, Rosato e Rosso
Riserva, per la quale il disciplinare di produzione prevede
un invecchiamento minimo di due anni.
Come si consuma
Lo Squinzano Doc Rosato si associa a preparazioni poco o abbastanza
strutturate del genere minestroni, risotti con frutti di mare,
pesce bollito, salumi. Va servito a una temperatura di 12-14°C
in calici per vini rosati morbidi entro due anni dalla vendemmia.
Nella versione Rosso, lo Squinzano si abbina a salumi stagionati,
primi piatti con sughi robusti di carne, carni di maiale e
agnello al forno o in umido, arrosti e brasati di carni rosse
e selvaggina e formaggi piccanti stagionati e va servito in
calici allungati a una temperatura di 18°C circa.
Come si conserva
Le regole per una corretta conservazione di questo vino sono
poche: le bottiglie vanno tenute, coricate, in scaffalature
di legno, perché questo materiale attutisce i colpi
e le vibrazioni; devono essere conservate al buio, a temperatura
costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno
al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi.
Come si produce
Il metodo di produzione dello Squinzano Doc Rosso prevede la
pigiatura delle uve, che devono assicurare una gradazione alcolica
minima di 12 gradi e che vengono messe a fermentare e a macerare
assieme alla vinaccia. Con la successiva svinatura, si separa
la vinaccia dal mosto, e, dopo l’invecchiamento e l’affinamento,
il vino viene stabilizzato e imbottigliato. Per la produzione
del Rosato deve attuarsi il tradizionale metodo di vinificazione
che in particolare prevede lo sgrondo delle uve pigiate dopo
una macerazione variante tra le 12 e le 24 ore. È consentito
il ricorso alla pratica del “rimontaggio” per assicurare
al vino la voluta tonalità di colore. |