L’artigianato locale si arricchisce anche dei lavori
eseguiti su tessuto con i ferri, l’uncinetto, il tombolo
e con la fantasia delle ricamatrici. La tradizione vuole che
ogni sposa possieda un ricco corredo, per la realizzazione
del quale ci si affidava alla bravura di abili sarte e ricamatrici
capaci di fermare sulla stoffa una sapienza antica e inestimabile.
Fra gli strumenti utilizzati dalle tessitrici spicca il telaio
salentino, di origine antichissima e a pedali; di forma rettangolare
e realizzato in legno d’ulivo. L’origine di quest’arte è pressocché impossibile
da stabilire, anche se alcuni riferimenti fanno pensare che
la stessa risalga al periodo della colonizzazione ellenica.
Accanto all’arte della tessitura troviamo inoltre quella
della ricamatura, che ancora oggi può vantare un gran
numero di ricamatrici sparse sull’intero territorio provinciale.
Fra le tecniche più conosciute abbiamo il "chiaccherino",
fatto con la spoletta sulle dita, e il "tombolo",
che si lavorava intrecciando i fili intorno ad altri puntati
su un disegno, sistemato su un grosso cuscino cilindrico imbottito.
Oltre all’arte del ricamo, il Salento è conosciuto
per l'arte dell’intreccio antico mestiere ancora
presente sul territorio salentino. La lavorazione prevede l’utilizzo
di cortecce di ulivo e di sterpi di moro, che dopo esser stati
raccolti, vengono levigati ed ammorbiditi con prolungati bagni
d’acqua; successivamente gli stepi vengono intracciati
fra di loro utilizzando tecniche tipiche del ricamo.
Il risultato
di queste lavorazioni sono: cesti, panieri, contenitori, forme
per la ricotta, borse e altri oggetti tradizionali, che si
possono trovare nei mercati settimanali e soprattutto durante
le fiere.
SCRITTO DA PASCA EMANUELE
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