Strumentazione, fasi e metodi di lavorazione hanno subito,
anche in questo caso, poche variazioni nel corso dei secoli.
Ancora oggi, i maestri artigiani si servono di incudini, martelli,
forge e attrezzature tradizionali per realizzare sia raffinati
candelieri, lampade, balaustre e letti destinati a facoltosi
estimatori, sia prodotti la cui semplicità e sobrietà,
non scevre da eleganza, ben si adattano ad un mercato più accessibile.
Nel passato il ferro non veniva utilizzato molto, e la sua
diffusione si ebbe solo in un’epoca avanzata, a causa
dell’impossibilità di raggiungere la temperatura
necessaria per la fusione di questo metallo e per la successiva
lavorazione. Un’altra causa del ritardo nell’utilizzo
di questo materiale è l’errata considerazione
che gli antichi avevano su questo metallo.
Infatti, secondo
molti, il ferro era considerato un metallo molle e non adatto
a costruire armi e suppellettili resistenti, fino a quando
non si scoprì che raffreddandolo in acqua, quando era
ancora rovente, raggiungeva una consistenza e una durezza
pari a quella del bronzo. Da qui ebbe inizio lo sviluppo e
il propagarsi delle arti legate al ferro che si sono tramandate
da generazione in generazione e che ancora oggi vedono il Salento
come uno dei maggiori centri artigiani nella lavorazione di
questo metallo.
Pur essendo la zona povera della materia prima.
Numerosi sono ancora oggi i decori e le casellature che si
possono ammirare sulle facciate di molti palazzi aristocratici
oltre a numerose opere d’arte candelieri, lampade, lampadari,
testate di letti, grate balaustre ecc.
SCRITTO DA PASCA EMANUELE
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