STORIA
DI TIGGIANO
Ricostruire le origini di questo centro talentino risulta molto difficile, vista la mancanza di documenti validi che possano testimoniare una certa storia. Molte ipotesi si sono fatte nel corso degli anni sull’etimologia del suo nome; alcuni la fanno derivare dal gentilizio Tibius o Tegius, centurione romano a cui fu affidato questo territorio nel riparto delle conquiste romane e su cui fondò il primo villaggio; altri invece, dal latino "Tegia" (deposito di paglia), o ancora dal dio Giano, raffigurato nello stemma del paese. Molto probabilmente gli antichi abitanti di Tiggiano vollero raffigurare nello stemma il dio bifronte per dimostrare la loro provenienza romana, nonchè per assicurarsi la protezione e la benevolenza del dio sul paese. Le notizie storiche documentabili risalgono al 1270, quando il casale di Tiggiano dipendeva dalla Contea di Alessano (capoluogo di Contea) per poi passare sotto più feudatari fino al barone di Tricase, Don Stefano Gallone, il quale nell'ottobre del 1640 vendeva il feudo ed il casale di Tiggiano al medico e filosofo Angelo Serafini da Morciano. Con il filosofo Angelo Serafini iniziò la dinastia dei baroni (1270) di Tiggiano, che si concluse con l'abolizione della feudalità. Nel 1740, i baroni di Tiggiano, imparentatisi con la Famiglia Pieve-Sauli di Gallipoli, aggiunsero al cognome Serafini quello di Sauli. Il Beato Alessandro Sauli, al quale è dedicata una statua ed un altare sempre nella Chiesa Parrocchiale. Nel 1795 i baroni di Tiggiano furono ricevuti nel Sovrano Ordine di Malta. La discendenza dei Serafini-Sauli si estinse, in linea maschile, alla morte del barone Bartolo, avvenuta il 23 marzo 1926, il quale lasciò quattro figlie che sono le sole rappresentanti della Famiglia.
|