ITINERARIO
DI CALIMERA
Chiesetta di S. Antonio
 Si
trova in Via Montinari,
a poca distanza
da Piazza del
Sole, cuore della
cittadina.
Ha un originale
e armonico prospetto
ma, nell'interno,
sono evidenti
i rifacimenti
subiti negli ultimi
secoli.
Pochi anni fa
sono stati eseguiti
alcuni lavori
di restauro e,
nell'occasione,
il prospetto è
stato arretrato,
conservando però
intatte le sue
linee.
Durante tali lavori
è stata
scoperta, nel
centro del pavimento,
una sepoltura
con i resti del
sacerdote Marino
Licci, Plebanus
VI Latinus, che
volle lì
essere sepolto.
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Dolmen Placa
Nei
dintorni di Calimera
si trovano numerosi
 monumenti
megalitici, fra
cui i dolmen,
monumenti sepolcrali
costituiti da
tre o più
lastre conficcate
nel suolo e sormontate
da un'altra lastra
di dimensioni
maggiori, poggiante
sulle prime.
A 3 Km. dal paese,
sulla strada che
porta a Melendugno,
addentrato di
un chilometro
sulla destra,
si trova il famoso
Dolmen Placa,
scoperto da Giuseppe
Palumbo.
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San
Biagio
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La
chiesetta semiipogea,
puntellata in
attesa di interventi
di consolidamento,
è in aperta
campagna, sulla
strada verso Melendugno,
in un'area archeologica
di grande interesse
con testimonianze
che vanno dal
II al XV sec.
d.C. |
San Vito
E'
una chiesetta
di campagna ubicata
ad est del Cimitero,
ai margini  del
fondo Malachrito,
in prossimità
dell'ingresso
dell'antico Bosco
di Calimera.
Ha di caratteristico
che nel suo centro
sporge dal pavimento
un grande masso
calcareo con un
foro nel mezzo,
attraverso il
quale passano,
il lunedì
di Pasqua, per
tradizione e devozione,
i piccoli e i
grandi. Questo
sasso conserva
ancor oggi, nella
parte superiore,
un po’ di
intonaco con tracce
di un affresco
con l’effigie
di San Vito Martire. |
Cappella dell'Immacolata
 E'
la seconda, per
grandezza, dopo
la Chiesa Parrocchiale.
E' del 1636 e
sorge in una piazzetta
oggi intestata
al Giudice Costituzionale
Francesco Pantaleo
Gabrieli.
Negli ultimi anni
ha subito radicali
mutamenti, come
lo smantellamento
del coro ligneo
e la sostituzione
del pavimento
maiolicato. |
Stele
La
Stele, opera del
IV sec. a.C.,
è stata
generosamente
donata da Atene
a Calimera nel
1960. (Nel 1957,
l'allora Sindaco
di Calimera, Giannino
Aprile, aveva
indirizzato al
Sindaco di Atene
una lettera chiedendo
un avanzo architettonico
o, almeno, un
sasso dell'Acropoli
come simbolo della
comune origine
e di un'ideale
continuità
di rapporti.)

E' di puro marmo
attico e proviene
dal Museo Nazionale
di Atene. Reca
incise le parole
Patroclia di Proclide
da Atmon, località
presso Marussi,
nei sobborghi
di Atene, dove
venne rinvenuta.
La Stele, di fattura
perfetta, con
un bassorilievo
rappresentante
il Saluto di Patroclia,
è sormontata
da una palmetta
ed è ornata
di fiori simboleggianti
la serenità
rassegnata della
morte. E' uno
dei migliori esemplari
di monumenti funebri
conosciuti: per
la sua perfetta
armonia incanta
chi la guarda
anche se il bassorilievo
centrale è
un po’ corroso
dal tempo e il
fusto, rotto trasversalmente,
è saldato.
E' sistemata nei
Giardini Pubblici
in una edicola
in pietra viva
di Soleto. |
Monumento ai caduti
Attualmente
in Piazza dei
Caduti, originariamente
in Piazza del
Sole, il bronzo,
collocato su di
un alto piedistallo
in marmo di Carrara,
sul quale sono
stati incisi i
nomi dei caduti
calimeresi nelle
ultime guerre,
rappresenta la
Vittoria ed è
opera del Bortone,
artista ruffanese.
Altre opere dell'artista
si possono ammirare
nella Biblioteca
Provinciale di
Lecce, in Santa
Croce e sulla
facciata di Santa
Maria del Fiore
a Firenze. |
Cappella del Crocefisso
Si
trova in via Majro,
in prossimità
della piazza.
E' assai piccola
ed è nata
come cappella
privata. Ha un
bell'altare sormontato
da un grandissimo
e pregevole crocifisso
seicentesco in
legno. Sulle volte
sono raffigurati
i quattro evangelisti.
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Fonte:
www.comune.calimera.le.it |
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