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ITINERARIO
DI CARMIANO
Palazzo dei Celestini
Il Palazzo, che sorge
sulla via provinciale
per Lecce, è
testimonianza
inconfutabile
della permamenza
dei Padri Celestini
a Carmiano, che
si insediarono
nel 1448.
E' stato realizzato
in varie epoche
e presumibilmente
il nucleo più
antico risale
alla prima metà
del XIV secolo.La
sua imponenza
deriva dalle ragguardevoli
dimensioni in
lunghezza, pari
a 45,50 metri,
e in altezza,
pari a 13 metri.
Completamente
realizzato in
conci di tufo
locale, è
strutturato in
due piani, comprendenti
sale grandiose.

Il prospetto del
Palazzo presenta
un'ampia superficie
liscia movimentata
da diverse porte
e finestre ed
un ampio portale
affiancato ai
lati da due nicchie
di statue lapidee
raffiguranti Santi
e incorniciato
superiormente
da uno stemma
della Santa Croce
che rappresenta
l'ordine dei Celestini.
A sinistra del
portone Durazzesco,
una porta immette
all'interno di
una chiesetta
dedicata a San
Donato, ormai
spoglia del corredo
religioso ma ricca
ancora di un altare
fregiato da stucchi
e marmi di vario
colore. La volta
a botte dell'androne
è completamente
decorata da un
affresco raffigurante
la glorificazione
dell'ordine benedettino.
In una stanza
adiacente alla
chiesa compare
sul muro un affresco
di Madonna col
Bambino che sovrasta
un'apertura ad
un piano interrato.
Il piano superiore
del Palazzo comprende
una serie di stanze
comunicanti con
ampio e luminoso
salone ricoperto
da stucchi eleganti
che incorniciano
le porte di accesso
ed alcuni riquadri
ormai spogli di
tele.
Tale bene architettonico,
inserito tra gli
immobili di particolare
pregio del Comune,
è stato
riconosciuto dalla
Soprintendenza
per i Beni Ambientali,
Artistici e Storici
della Puglia,
di interesse storico
e artistico. Nelle
more del provvedimento
di acquisizione
al patrimonio
comunale, già
in fase procedurale,
il Tribunale di
Lecce ne ha affidato
la custodia al
Sindaco.
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Il nuovo monumento dei
caduti
E' stato realizzato
nel 1998 su progetto
dell'architetto
carmianese Maria
Grazia Gloria.
Di linea moderna
alquanto semplice,
è delimitato
da una recinzione
protettiva e contornato
da alberi. E'
composto da una
quinta architettonica
(una parete concava),
interrotta da
una scala sorretta
da tredici piloni.
La parete è
rivestita in pietra
leccese, mentre
la scala è
realizzata in
marmo rosso di
Verona.
I tredici piloni
sopportano un
peso che cresce
progressivamente
(la scala), fino
a raggiungere
un punto quasi
a segnare una
direzione, una
meta. Essi rappresentano
tanti soggetti
sopportanti, l'umanità
sofferente che
tende a costruire,
in un percorso
fecondo di continua
crescita, la sintesi
di un ideale.
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La
fontana monumentale
La fontana monumentale, denominata
volgarmente "la
funtana rande"
per le sue ragguardevoli
dimensioni, rappresenta
la storia del
Novecento artistico-artigianale
carmianese, in
quanto costruita
da maestranze
locali. La prima
realizzazione
risale al 1922,
anno del completamento
dell'Acquedotto
Pugliese, quando
fu definita "La
fontana del Sele",
dal fiume che
l'alimentava.

La struttura originaria,
progettata dallo
scultore Antonio
Bortone, si sviluppava
in forma piramidale
e ben proporzionata.
Nel 1928 fu effettuato
il primo restauro,
che la trasformò
in un simbolo
fascista attraverso
l'aggiunta di
una scultura bronzea
femminile raffigurante
l'Italia, che
con la mano destra
incideva sul ceppo
l'epigrafe commemorativa
"MCMXXVIII
anno della nuova
era" mentre
con la mano sinistra
reggeva il fascio
littorio.
Qualche anno dopo,
trovandosi in
condizioni precarie,
fu demolita. Nella
stessa piazza
fu innalzata una
nuova fontana
alta m 3,95 in
onore ai "Caduti
in guerra"
del 1915/18, come
si evince dal
bassorilievo bronzeo
datato 1931 e
realizzato dall'artista
R. Giurgola, raffigurante
un'immagine muliebre
che rappresenta
la patria.
La nuova struttura,
completamente
diversa dalla
precedente, è
formata da una
base quadrata
su cui si sviluppano
in forma piramidale
cinque gradoni
in carparo; sul
secondo sono inglobate
simmetricamente
due ampie vasche
rivestite da uno
strato di cemento.
Sul quarto e il
quinto, invece,
sono state prodotte
due superfici
concave con simboli
del regime ormai
scomparsi. Nella
parte centrale
dell'ultimo gradone
si svolgeva un
parallelepipedo
di marmo bianco
decorato da due
teste bronzee
leonine dalla
cui bocca traboccava
l'acqua. Su una
delle sue superfici
compare l'epigrafe:
"l'acqua
sgorga copiosa
su questa terra
feconda e madre
di eroi";
sulla faccia opposta,
invece, compare:
"Carmiano
riconoscente ai
suoi caduti in
guerra del 15/18".
Superiormente
si innesta un
catino marmoreo
del diametro di
m 1,30 e profondo
m. 0,60.
Dopo la caduta
del Fascismo,
la data commemorativa
fu cancellata,
i simboli furono
rimossi, solo
la pala bronzea
fu salvata. Come
tutti gli italiani,
anche i carmianesi
sentirono la necessità
di rimuovere dalla
loro mente il
ricordo di quel
periodo tragico.
Allora sentirono
la necessità
di modificare
la fontana monumentale
aggiungendo all'interno
della vasca superiore
un prolungamento
del parallelepipedo
su cui fu posto
il simulacro della
Madonna Immacolata
in preghiera.
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La Chiesa Matrice
Maria SS.ma Assunta
 La
costruzione
di questa
chiesa è
stata ultimata
nel 1961.
Sorge isolata
fra quattro
strade su
di un suolo
di forma
rettangolare
della superficie
di mq. 1780.
Ha la forma
classica
di croce
latina e
un'area
interna
che misura
circa mille
metri quadrati.
All'interno,
sulle pareti
delle navate
laterali,
ci sono
due affreschi
raffiguranti
le sembianze
di San Pietro
e di San
Paolo che
si presume
appartengano
a un'epoca
databile
tra il 1500
e il 1600.Le
due opere
erano collocate
nella ex
Chiesa Matrice
e furono
restaurate
nel 1962.
Imponente
e maestosa
è
poi l'effigie
in rilievo
di Maria
SS.ma Assunta
circondata
da stuoli
di angeli,
realizzata
sul muro
dell'abside,
sul cui
bordo superiore
semicircolare
spicca a
lettere
d'oro un
distico
in lingua
latina.
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Fonte:
www.comune.carmiano.le.it |
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