I
PERSONAGGI DI ALESSANO
Don Tonino
Bello
Vescovo
di Molfetta e
presidente di
Pax Christi Internazionale,
voce profetica
della chiesa di
fine millennio,
e' stato senza
dubbio il figlio
piu' illustre
ed amato di Alessano.
Dopo gli anni
giovanili al seminario
diocesano di Ugento
e quelli trascoesi
come parroco a
tricase, Don Tonino
fu nominato vescovo
di Molfetta il
10 agosto 1982.
Per la sua opzione
radicale a favore
dei diseredati,
degli esclusi
e degli ultimi
della Terra, e'
stato il simbolo
di una nuova stagione
di speranze per
la comunita' dei
cattolici. Le
sue folgoranti
metafore letterarie
("La Chiesa
del grembiule",
"La pace
come convivialita'
delle differenze")
desunte sempre
dall'essere "dentro"
le concrete problematiche
culturali e sociali
del nostro tempo
ne hanno fatto,
unitamente alla
sua passione pacifista
e non violenta,
una delle voci
piu' ascoltate
anche fuori dagli
ambienti cattolici.
Gia' gravemente
malato guido'
nel 1992 la marcia
dell'ONU dei Poveri
nella Sarajevo
martoriata dalla
guerra. La sua
straordinaria
attivita' pastorale
e la sterminata
produzione letteraria
sono un'enorme
eredita' su cui
riflettere per
chi è impegnato
nella difficile
strada dell'ecumenismo
e della costruzione
di mondi nuovi.
Celebri, per lo
scalpore che suscitarono,
le sue vibranti
prese di posizione
contro la militarizzazione
del territorio
pugliese e contro
la guerra nel
Golfo, la sua
"Lettera
ad un fratello
marocchino"
e l'iniziativa
di accogliere
nella sede vescovile
alcune famiglie
di sfrattati.
La tomba dove
egli riposa, nel
cimitero di Alessano,
e' meta di un'incessante
pellegrinaggio
a testimonianza
di quanto i suoi
gesti e le sue
parole siano ormai
profondamente
radicati nell'immaginario
collettivo.
|
Oronzo Gabriele
Costa
Oronzo
Gabriele Costa
nacque ad Alessano
il 26 agosto 1789
da Domenico e
Vita Manera. A
quindici anni
si trasferì
a Napoli per completare
gli studi letterari,
filosofici e scientifici.
Il Costa aveva
un'inclinazione
per le scienze
esatte, ma il
suo vero grande
amore era l'astronomia,
verso la quale
era stato portato
dal suo maestro
privato, padre
Giuseppe Pepe;
fece ricerche
faticosissime
nella biblioteca
borbonica di Napoli
che era retta
da padre Andrès,
il quale presentò
il giovane Costa
al geografo padre
Oriani, che gli
insegnò
la pratica dell'astronomia,
l'uso degli strumenti
e quello del calcolo
matematico. Nel
1820 si laureò
in medicina presso
la Scuola Salernitana
e ritornò
a Lecce. D aquesto
momento iniziò
la vera attività
scientifio - accademica
di Oronzo Costa,
e il suo punto
di riferimento
fu l'incremento
delle industrie
e il benessere
della società.
Nel 1811 lavorò
come redattore
presso il burò
di statistica
del Ministero
dell'Interno dove
scrisse la "Statistica
Murattiana",
un inchiesta sulle
condizioni del
Paese e dei suoi
abitanti. Negli
anni '20 fondò
il "Giornale
metereologico
economico"
che serviva ai
proprietari terrieri
e industriali,
ai coloni e possessori
di armenti, per
portare razionali
modifiche alle
industrie. Le
sue ricerche offrirono
un contributo
importante alla
economia agraria
della provincia
di Lecce, che
era basata sul
vigneto, oliveto
e la coltivazione
del cotone. In
questo periodo
si trasferì
a Napoli ei suoi
studi passarono
dal telescopio
al microscopio.
Nel 1831 il Costa
fu incaricato
dal governo borbonico
ad osservare il
dilagare del morbo
colerico nelle
provincie austriache.
Il Costa fu chiamato
deall'Università
di Corfù
a ricoprire la
carica di professore,
ma, mentre si
accingeva a partire,
gli venne offerto
l'incarico di
reggere la Cattedra
e il laboratorio
di zoologia presso
l'Università
di Napoli. L'opera
più grande
del Costa fu,
nel 1841, la fondazione
dell'Accademia
Degli Aspiranti
Naturalisti, questa
accademia educò
alla ricerca giovani
volenterosi che
furono poi gli
uomini illustri.
Nel settembre
1845 si tenne
a Napoli il
VII congresso
degli scienziati
italiani, e
il Costa vi
fece parte insieme
con 2247 studiosi.
Fu ingiustamente
accusato di
aver preso parte
alle rivoluzioni
patriottiche
del 1848 e il
6 novembre 1849
fu cacciato
dalla cattedra
universitaria
e l'Accademia
degli Aspiranti
Naturalisti
fu chiusa.
Oronzo Gabriele
Costa morì
nel 1867 dopo
una lunga malattia
polmonare e
la sua salma
fu portata nel
municipio di
Napoli che gli
decretò
solenni onoranze
funebri.
Il Costa è
autore della "Fauna
del Regno di Napoli"
un'opera fondamentale
nel campo delle
scienze. |
Cesare Rao
Visse
nel '500. Di lui
non si conosce
nè la data
di nascita nè
quella di morte.
Ebbe una vita
travagliata che
lo portò
in giro in parecchie
città:
prima a Napoli,
Pisa, Pavia e
poi a Mantova,
presso la corte
dei Gonzaga, i
quali erano anche
i signori di Alessano.
Pubblicò
molte opere: "I
Meteori",
che è un
trattato sulle
cause dei fenomeni
naturali (pioggia,
neve, grandine,
ecc.); "Dell'origine
dei monti",
altro trattato
scientifico; "Le
argute et facete
lettere";
"Il sollazzevol
convito".
Fu molto amico
di Donato Lecari,
che spesso lo
ospitava nella
sua nuova e bellissima
casa che si era
fatto costruire
nel 1536.
Frequentò
anche Francesco
Storella, Donato
Grasso, Anselmo
Manfredi, tutti
illustri alessanesi.
Cesare Rao morì
in Alessano tra
il 1587 e il 1589
e a lui è
stata dedicata
una strada nel
centro storico.
|
Fonte:
www.comune.alessano.lecce.it
|
|
|
|
|
|
|